“OLD” (o VETERANS)

giocatori che hanno compiuto il 35 anno di età

ALLENAMENTI
Gli allenamenti si svolgono il Mercoledì dalle 20:30 alle 22:00

ALLENATORE
Francesco De Asitis 3297710001

DIRIGENTI
Simone Turchi 3496870733 turismo@tiscali.it

Duccio Buracchi 3311152675 dbduccio@gmail.com

Stefano Camaiani 3405582503 vespav5a1t@gmail.com

La giusta e-mail al giusto momento.
Quella sera ero svogliatamente sdraiato sul mio divano, annoiato e decisamente fastidioso. Mia moglie Lucia, mi aveva già chiesto se andavo a letto, ed io avevo risposto con sufficienza “No”. Ad un tratto mi erano venute in mente le riviste di rugby in inglese che mi ero regalato a Natale, e che la storia del mitico “Sabbione” ci sarebbe stata a pennello.
Non sono mai stato un vero giocatore di rugby, ma da quando avevo saputo che a Siena c’era una squadra “Old” dove ci poteva giocare anche chi, come me, a rugby non ci aveva mai giocato prima, beh è stato amore a prima vista. Da allora mi sono appassionato ed ora eccomi qui, con una rivista inglese in mano che capisco a tratti, ma che ha mostri sacri della palla ovale in copertina e foto bellissime.
La rivista si chiama Rugby words and pictures e i primi 4 numeri raccontano di aspetti particolari di campioni del rugby, che di sicuro non trovi di solito. Ma sa anche raccontare realtà normalissime alle prese con i più disparati problemi, sempre narrati con estrema dignità. Quale miglior posto dove raccontare la storia di un campo di rugby praticamente di sabbia, senza neanche più una club house? Parliamoci chiaro, le mie aspettative erano nulle, ma quella consapevolezza non mi ha impedito di spendere 5 minuti per scrivere un’e-mail. Al massimo mi avrebbero risposto: grazie, ma non ci interessa.
La mia e-mail parla del peggior campo di rugby italiano dove, tuttavia, c’è un gruppo di ragazzi coraggiosi che ancora ci crede, ed infine gli dico che se vogliono sapere tutta la storia hanno il mio indirizzo e-mail. Incredibile ma vero, Alex (Editor-in-Chief della rivista) mi risponde e mi dice che stavano giusto appunto preparando un numero sul rugby in giro per il mondo. Un po’ in contropiede vado subito a parlarne con Michele, il presidente del CUS Siena Rugby che mi esorta a continuare. È subito chiaro che i tempi sono troppo stretti per fare un servizio sulla prima squadra, fresca di promozione e che stava lottando per rimanere in serie B, ma a maggio c’era il torneo di minirugby e alla sera avrebbero giocato anche i Briganti, ovvero la mia squadra Old.
Rapido scambio di e-mail ed il gioco è fatto, avevamo imbarcato i giornalisti inglesi. Il weekend fatidico era quello del 18 e 19 maggio e, ciliegia sulla torta, Alex mi fa: c’è la possibilità anche per me di giocare con i Briganti?
Gli inglesi arrivano il venerdì. Cena assieme per definire i dettagli e poi tutti a nanna.
È maggio, ma il maggio del 2019 assomiglia a novembre ed il giorno dopo piove che metà basterebbe. Ma è proprio con quel tempo freddo e bagnato che il Sabbione dà il meglio di sé. Accompagno mio figlio al campo per il suo torneo di minirugby e poi comincia l’attesa dei miei ospiti. Dopo un’oretta arrivano, mentre la pioggia non vuole saperne di interrompersi. Non appena vede le condizioni del campo, ad Alex gli spunta un sorriso in viso e comincia a dire a Denny (il fotografo) cosa deve assolutamente catturare con la sua macchina fotografica. Poi mi chiede di trovargli un posticino tranquillo dove poter fare l’intervista alla dirigenza del CUS Siena Rugby. L’intervista procede per più di un’ora, in un inglese approssimato e termina più per sfinimento degli intervistati, che per esaurimento degli argomenti. Nel frattempo il fotografo non finiva di riprendere ragazzini immersi nel fango e mi fa vedere, dalla sua reflex, la foto che, secondo lui, avrebbe meritato la copertina della rivista. Io sorrido, ma avendo già visto le prime 4 copertine della rivista, non do assolutamente peso a quello che mi stava dicendo Denny.
Finisce il torneo dei piccoli e tocca ai vecchi. Ci cambiamo ed io e Alex ci troviamo a giocare contro. La partita finisce in parità, ma le scarpe di Alex, dopo aver assaggiato la sabbia del campo, si sono aperte come cozze in padella. Quando me le mostra ci mettiamo a ridere ed immediatamente, è come ci conoscessimo da una vita. Tutto si stava incastrando alla perfezione, la pioggia, le scarpe rotte, il terzo tempo; tutto andava secondo i piani, solo che i piani non li aveva fatti nessuno.
Il giorno dopo, ci salutiamo. Alex, in tipico stile inglese, mi fa sapere che si è trovato benissimo, che è stato un piacere per lui essere venuto a Siena, e che è intenzionato a tornare l’anno successivo per più tempo e perché no, magari a rifare un’altra partitina. Da parte mia gli dico che lo terrò informato sul calendario dei Briganti.
Passa un mese ed ecco arrivare una nuova e-mail di Alex. Mi chiede come sto’ e mi dice che ci sono notizie eccitanti, ma che ha bisogno del mio aiuto per avere l’autorizzazione per la copertina della rivista che uscirà a luglio. Apro l’allegato che riproduce la prima pagina della rivista e in copertina c’è un compagno di squadra di mio figlio completamente ricoperto di fango, seduto sulle gradinate del mitico sabbione.
Era la stessa foto che mi aveva mostrato Danny, sulla sua reflex.
Firmato, Un Brigante.

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